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Il Fai Da te

Nuove norme sullo scarico fumi
Nuove norme sullo scarico fumi

Sono state pubblicate delle norme sulle caldaie a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione dal CIG (Comitato italiano gas) riguardanti la loro progettazione, installazione e messa in servizio della serie UNI 7129.

In particolare la nuova norma UNI 7129-5 detta le modalità per la raccolta e lo scarico dei fumi prodotti da generatori a condensazione e a bassa temperatura. Ecco cosa prevede questo trattamento delle condense.

In genere gli scarichi che derivano dalla condensazione dei prodotti di combustione hanno un PH acido (medio) dal valore di circa 4, mentre i reflui domestici hanno un alto tasso di basicità tanto da creare un deposito con effetto tampone nelle condutture. Pertanto le basi presenti nelle acque reflue di un’abitazione privata hanno un tasso di basicità che ha un valore che va ben oltre la quantità necessaria a neutralizzare l’acidità delle condense. Poiché l’alterazione di PH è trascurabile, al momento dell’unione tra gli scarichi reflui domestici e la condensa acida della caldaia, è possibile scaricare la condensa direttamente nella fognatura.

Il trattamento delle condense si indica in questi casi:

   -Installazioni in unità ad uso abitativo: in questa situazione la condensa della caldaia viene neutralizzata tranquillamente dai reflui domestici, pertanto non è necessario alcun trattamento.

   -Installazione in unità ad uso non abitativo ma inserite in edifici prevalentemente destinati ad uso abitativo: in questa situazione la neutralizzazione non è necessaria.

   -Installazione in unità non abitative, in edifici non destinati a scopo abitativo: Se l’unità presenta meno di 10 utenti bisogna applicare un neutralizzatore di condensa, mentre per un numero di utenti maggiore o uguale ai 10, la situazione è simile a quella delle installazioni in unità ad uso abitativo.

Per gli impianti a canne fumarie collettive, qualora per installazioni in edifici a scopo abitativo, la neutralizzazione non è necessaria.

Se lo scarico delle condense non avviene nello scarico delle acque reflue domestiche, bisogna SEMPRE applicare un neutralizzatore di condensa.

E’ necessario installare il neutralizzatore di condensa nelle situazioni sopra descritte per rispettare i parametri definiti dall’attuale normativa.

Cos'è la Legionella Pneumophila? Come prevenirla?
Cos'è la Legionella Pneumophila? Come prevenirla?

In questo articolo scoprirai cosa è la Legionella Pneumophila e soprattutto qual è un metodo per prevenirla.

Come da richiamo del nome, la Legionella Pneumophila non è altro che un batterio patogeno che vive in acqua ad una temperatura che va dai 20°C ai 50°C. Le condizioni ideali per la sua riproduzione avvengono tra i 35°C e 45°C, pertanto questo batterio riesce ad essere presente, oltre che in fiumi, laghi e stagni anche nei circuiti dell’acqua calda sanitaria. In acqua potabile più fredda il batterio può essere ancora contenuto, ma in una quantità talmente limitata, al punto da non essere minaccioso per la nostra salute. Il batterio diventa dannoso dal momento in cui avviene la sua proliferazione a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua (generalmente nei circuiti di acs).

Questo batterio può causare la legionellosi, un’infezione a livello respiratorio che porta come conseguenze alla malattia del legionario, ossia una forte polmonite, oppure ad una forma infettiva più debole conosciuta come febbre di Pontiac (simile ad un’influenza). La legionellosi viene contratta per inalazione di acqua in forma nebulizzata (ovvero in tante piccole particelle); quindi il suo luogo preferito per “attaccare” è la doccia, soprattutto in ambito pubblico o comunque in luoghi dove i trattamenti idrici sono poco accurati. In Germania causa circa 6.000 casi l’anno con un tasso di mortalità del 20%. L’infezione può essere contratta da chiunque, ma è altamente pericolosa per persone con che praticano sport o sotto stress, anziani e in generale, persone con un sistema immunitario deficitario.

Per prevenire l’azione di questo agente patogeno consigliamo l’utilizzo del B-SAFE Universal, un filtro monouso per ultrafiltrazione (fino a 0,2 µm) che si applica sul tubo di alimentazione della doccia. Esso è composto da una membrana a fibra cava in grado di rimuovere diverse tipologie di batteri, tra cui la Legionella. Inoltre prevede un filtro di sicurezza per rimuovere residui di materiale inquinante per l’acqua (incrostazioni, sabbia, ruggine ecc.). All’ingresso del filtro si applica anche una valvola di ritegno per prevenire la contaminazione del sistema idrico. Essendo monouso, l’utilizzo del B-SAFE è consigliabile per un periodo massimo di un mese, altrimenti in base al suo utilizzo, se molto sporco bisogna sostituirlo prima.

Come previsto dalle norme del D.M. 37/08, l’installazione deve essere eseguita da un installatore certificato, che possa lasciare la Dichiarazione di Conformità.

Se prevenire è meglio che curare, adesso che sai cosa può causare la Legionella, ti consigliamo di prendere le dovute precauzioni. La salute è un aspetto che non va mai trascurato e l'utilizzo di sistemi di filtrazione come questo, possono sicuramente rendere il vostro impianto domestico più sano.

 

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito BWT.

Cos'è e come funziona la VMC
Cos'è e come funziona la VMC

L'abbreviazione VMC sta ad indicare il sistema di Ventilazione Meccanica Controllata. Adesso vedremo in cosa consiste questo sistema e perché andrebbe utilizzato.

Per cercar di realizzare case che richiedessero meno energia per essere riscaldate sono stati introdotti dei sistemi atti all’isolamento termico, come materiali isolanti nelle pareti e serramenti a tenuta stagna per prevenire gli spifferi d’aria.

Il favoreggiamento dell’isolamento termico dell’edificio va però a discapito del ricambio d’aria all’interno delle abitazioni e purtroppo, aprire le finestre, soprattutto durante la stagione invernale, fa sprecare molta energia termica.

Spesso, l’aria che respiriamo nella nostra casa è di qualità peggiore di quella esterna e il suo inquinamento consiste in spore di muffe dovute all’umidità, anidride carbonica e VOC (composti organici volatili). E’ così che nasce il sistema di ventilazione meccanica controllata, ovvero un sistema in grado di forzare il ricambio dell’aria, riducendo al minimo il dispendio di energia.

Oltre alla funzione di ricambio d’aria, questo sistema recupera la maggior parte del calore che sarebbe stato disperso (fino al 95%), migliora la qualità dell’aria respirabile, funge da “deumidificatore” ed inoltre ha un basso consumo elettrico. Non ci sono problemi di rumorosità in quanto questo sistema raggiunge la soglia di circa 10 dB, pari al fruscio delle foglie.

Adesso vediamo qual è il funzionamento di questo sistema.

Mediante delle bocchette presenti sulle pareti viene estratta l’aria viziata e calda presente nei vari ambienti della casa, contemporaneamente l’aria esterna fredda e secca viene aspirata tramite i ventilatori. Essa intanto viene purificata grazie a dei filtri posti in ingresso ed uscita dell’impianto. A questo punto l’aria giunge nello scambiatore della VMC ed all'incrocio dei due flussi d'aria, viene recuperata l'energia necessaria da fornire per la stagione estiva ed invernale. E’ così che gli ambienti vengono “ripuliti e deumidificati”, perdendo una quantità irrisoria di calore durante la fase di ricambio. L’aria interna verrà ovviamente espulsa.

Possiamo distinguere due tipi di VMC:

- Centralizzata: Adatta per case nuove o soggette ad una profonda ristrutturazione. Questo tipo di VMC deve essere canalizzabile e le bocchette di aspirazione dell’aria interna vengono poste negli ambienti che sono tendenzialmente più sporchi (cucina, bagno), mentre sono poste bocchette per l’immissione di aria pulita nel salotto e camera da letto. Queste bocchette sono anche dette “igroregolatrici” perché sono in grado di aumentare/diminuire la loro apertura per la portata d’aria in funzione dell’umidità presente. La parte principale dell’impianto, che è uno scambiatore termico, può anche essere collegata ad una pompa di calore.

E’ importante considerare che la VMC centralizzata richiede operazioni di manutenzione periodica per una pulizia completa delle condutture.

- Decentralizzata: in questo caso, questa è la soluzione adatta ad edifici già esistenti poiché non prevede la canalizzazione e viene realizzata mediante un foro nel muro e il collegamento della VMC all’alimentazione elettrica. Il sistema può essere a singolo flusso (con una ventola che alterna il senso del flusso d’aria) o a doppio flusso.                          

E’ stato dimostrato che vivere in un’abitazione che presenta fattori dannosi per la nostra salute aumenta la probabilità di soffrire di diversi tipi di malattie o disturbi.

Se vuoi vivere in un ambiente salubre, valuta l’ipotesi della realizzazione di un sistema di VMC e farai del bene non solo alla tua casa, ma anche a chi la vive. Infine, osservando il lato economico, oltre a recuperare nel tempo le spese sul riscaldamento e condizionamento, il tutto ne risulterà un investimento, grazie all'innalzamento dell'efficienza energetica dell'edificio e di conseguenza, del suo valore commerciale.

Refrigerante R-32, il futuro per i climatizzatori
Refrigerante R-32, il futuro per i climatizzatori

Numerose sperimentazioni sono state, e vengono effettuate nel corso degli anni per l’utilizzo di gas refrigeranti sempre più efficienti. L’obbiettivo principale che ci si pone in queste ricerche riguarda il trovare un gas che garantisca performance almeno come quelle attuali, ma che al contempo sia il meno dannoso possibile per l’ambiente del NOSTRO pianeta.

Effettivamente, queste ricerche hanno portato qualcosa di buono ed i risultati li riscontriamo nel Gas Refrigerante R32, classificato come Difluorometano.

In realtà, il difluorometano è già presente nell’ormai famoso gas refrigerante R-410A, che consiste in una miscela di R32 appunto e R-125 (composta al 50% per parte).

La differenza sostanziale tra R32 e R410A sta nel valore di GWP (Global Warming Potential), che indica il potenziale di surriscaldamento globale. Infatti l'R32 effettua un contributo sull'effetto serra di circa un terzo rispetto all'emissione del R410.

Vi è una nuova normativa F-Gas che, al fine di ridurre i danni provocati sull’ambiente dall’effetto serra, prevede che i condizionatori di nuova tecnologia che verranno immessi sul mercato dovranno utilizzare un gas refrigerante con indice di GWP inferiore a 750, andando a sostituire i sistemi ad R410A con carica refrigerante inferiore ai 3Kg entro il 2025.

Pertanto, a partire dal 2015, considerando un valore quota del 100%, la CE ha imposto per ogni produttore ed importatore un limite (in Tonnellate di CO2) che diminuirà ogni anno fino al 2030, quando la quota dovrà giungere ad un valore minimo del 21%.

Entriamo adesso più nel dettaglio e vediamo quali sono i vincoli installativi del “nuovo” gas refrigerante.

E’ bene precisare che l’R32 ha un basso tasso di infiammabilità, quindi non presenta particolari vincoli installativi; è importante eseguire le istruzioni fornite dai produttori degli apparecchi o di bombole ad R32.

Inoltre, con riferimento alle norme EN60335-2-40 e EN378, per rientrare nei limiti di infiammabilità e tossicità, il rapporto massimo di concentrazione del nuovo refrigerante in un ambiente è di 0,306 Kg/mc.

Facendo un confronto di installazione con un climatizzatore a R-410A, le modalità sono le stesse sia per quanto riguarda i collegamenti frigoriferi ed elettrici e sia per la tipologia di tubazione utilizzata. Per essere ricaricato, un ulteriore vantaggio del R-32 consiste nel richiedere una minor quantità di refrigerante che può avvenire sia in forma liquida che gassosa.

Data questa tendenza troveremo sul mercato sempre più macchine con questo “nuovo” gas refrigerante e, seguendo le orme della nuova tecnologia, anche il nostro Store si è aggiornato! Da adesso visitando la nostra vetrina potrai trovare i climatizzatori Haier della serie Tundra pronti per essere installati nella tua abitazione.  

DAL RUBINETTO DI CASA ACQUA FRESCA E PURA CON GROHE BLUE HOME
DAL RUBINETTO DI CASA ACQUA FRESCA E PURA CON GROHE BLUE HOME

Acqua pura e fresca direttamente a casa tua. 

( ministero della salute ).

Risparmi energia e soldi e con Grohe Blue niente più:

              -       lunghe code al supermercato,

-       perdita di tempo per trovare parcheggio,

-       fatica nel trasportare i cestelli di acqua

-       niente ingombri nel tuo frigorifero

e darai un contributo alla riduzione delle emissioni di CO2.

Come funziona

Grazie ad un pulsante dà la possibilità di scegliere tre livelli di gasatura: naturale, leggermente frizzante e frizzante. Inoltre, potrai scegliere la temperatura di freschezza dell’acqua. Tutto questo per regalarti una piacevole sensazione nel bere acqua fresca e dissetante.

Il segreto di Grohe Blue Home

Il segreto delle funzionalità di Grohe Blue Home sta nel suo “cuore”, il refrigeratore; grazie ad esso l’acqua viene raccolta, filtrata, raffreddata ed eventualmente resa frizzante. Il processo di filtrazione è suddiviso in ben 5 fasi, in modo da rimuovere le particelle più piccole, senza intaccare i minerali fondamentali per la nostra salute.

 

L'innovativo sistema di foratura, scopri Caromax 800
L'innovativo sistema di foratura, scopri Caromax 800

Maxima ha realizzato un vero e proprio gioiellino, il Caromax 800.

Con la presenza sul mercato di materiali ceramici sempre più duri e fragili il Caromax 800 è il carotatore per eccellenza da utilizzare per gli installatori che devono realizzare fori più o meno grandi.

Le qualità che distinguono questo carotatore dagli altri prodotti sono:

- Elevato regime di rotazione

- Sistema di raffreddamento con acqua

- Selettore elettronico della velocità

- Linea di foretti LASER ORO GRES

Queste caratteristiche rendono unico il prodotto nel suo genere e garantiscono all'utilizzatore forature fino a 68 mm di diametro su materiali come :

- Gres porcellanato

- Marmi

- Kerlite

- Graniti

- Porfidi

Scopri Caromax 800, non perdere l'occasione !

Caldaia & Scaldabagno. Qual è la differenza tra i due? Come scegliere quale installare? Possono convivere insieme?
Caldaia & Scaldabagno. Qual è la differenza tra i due? Come scegliere quale installare? Possono convivere insieme?

Forse non lo sai ma l’acqua calda sanitaria (ACS) è quella che usi tutti i giorni per lavarti e compiere tante altre azioni. Ed è diversa da quella “tecnica” che, viaggiando in un circuito chiuso, porta tepore ai termosifoni e agli scaldasalviette. Puoi ottenerla sia con una caldaia sia con uno scaldabagno, ma conosci la differenza? Con la caldaia ottieni il riscaldamento e l’ACS, con lo scaldabagno soltanto l’acqua sanitaria. Esistono dei casi tipici per l’impiego dell’una o dell’altro, ma negli impianti più strutturati o complessi le due macchine spesso convivono insieme e sono affiancate da altri apparecchi.

Quando basta una caldaia…

Se vivi in un appartamento termoautonomo di circa 100 mq con un partner e un figlio, ti basta una normalissima caldaia combinata che provvede al riscaldamento e all’ACS. Ti consigliamo di sceglierla sempre di tipo modulante: mantiene la temperatura dell’acqua prossima a quella impostata per il prelievo tramite dei “movimenti” impercettibili e dei sensori elettronici, evitando i cicli di accensione e spegnimento tipici delle vecchie caldaie on/off.

e quando è meglio una caldaia con accumulo

Se decidi di ricavare un secondo bagno con doccia o di trasferirti in una casa più grande perché i figli aumentano o diventano grandi, crescono le probabilità che due o più persone si lavino contemporaneamente. Di conseguenza, usando una caldaia tradizionale, qualcuno di loro rischia di fare la doccia fredda. In tal caso è una buona idea farsi installare una caldaia con bollitore integrato.

 

Scaldabagno elettrico o scaldabagno a gas?


In generale gli scaldabagno elettrici si installano facilmente un po’ ovunque. Costano poco, ma assorbono ai limiti della potenza dei contatori domestici. Si ricorre infatti a questi modelli per consumi limitati, sporadici, quando non è possibile realizzare un impianto gas o scaricare i fumi di combustione. I casi tipici sono le case al mare e le piccole attività commerciali. Ma col crescere del numero di abitanti e docce, è opportuno valutare l’installazione di scaldabagno a gas che, a seconda dei casi, possono funzionare stand alone o in appoggio ad altri dispositivi. Il loro prezzo è più elevato perché entrano in gioco le normative sugli impianti a gas; in compenso, le bollette sono decisamente leggere.

Lo scaldabagno in pompa di calore


Sebbene costosi, gli scaldabagno in pompa di calore sono adatti alle abitazioni indipendenti dai consumi di acqua sanitaria elevati, oppure in quelle dove non si può realizzare un impianto a gas. Rendono bene in combinazione con un impianto fotovoltaico e solare termico, mentre non sono indicati in zone dal clima molto rigido.