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Il Fai Da te

Differenza tra silicone acrilico e acetico
Differenza tra silicone acrilico e acetico

All’apparenza, i siliconi possono sembrare tutti uguali, ma ognuno di essi presenta applicazioni e caratteristiche differenti per l’utilizzo. Vediamo come differisce un silicone acrilico da uno acetico.

In molti si confondono sulle modalità d’uso di questo tipo di silicone. L’acrilico è un sigillante monocomponente di dispersione acquosa, inodore. Solo una volta che il sigillante si sia indurito è possibile riverniciarlo. E’ adatto per le superfici porose, per legno, calcestruzzo, crepe o fessure sui muri e pannelli prefabbricati. Da evitare è l’utilizzo laddove vi siano ristagni d’acqua e su metalli di natura liscia. Il sigillante acetico invece, è di tipo elastico e in maniera opposta al sigillante acrilico, esso rilascia odore e non è possibile riverniciarlo dopo l’indurimento. Adatto all’utilizzo in zone asciutte e pulite. Se utilizzato dove vi è acqua viene impiegato per funzioni sanitarie. Non particolarmente adatto invece sulle superfici porose, è comunque la linea di silicone più utilizzata dagli utenti. Come si può notare, seppur entrambi siano dei siliconi sigillanti, essi hanno caratteristiche tendenzialmente opposte. Prima di acquistarlo valuta sempre qual è la soluzione migliore per il tuo lavoro.

Manutenzione impianto termico, norme da seguire
Manutenzione impianto termico, norme da seguire

Per mantenere l’impianto termico di climatizzazione di casa ben funzionante, bisogna seguire delle procedure per la corretta gestione e manutenzione definite dalla normativa vigente.

Colui che occupa l’ambiente ove destinato l’impianto, per legge ne risulta il responsabile dell’uso e della sua manutenzione, contattando, quando necessario, un tecnico abilitato. I controlli da effettuare sull’impianto riguardano la sua efficienza energetica (norme UNI 10436 per caldaie con portata termica nominale non superiore ai 35 kW) e la sicurezza. I controlli sull’efficienza energetica consentono di mantenere il proprio apparecchio alle massime prestazioni, quelli sulla sicurezza consistono nel valutare se il tutto possa funzionare senza mettere in pericolo la vostra salute.

Le figure che hanno obblighi nei confronti di un impianto termico sono: il responsabile, il fabbricante, il costruttore e il manutentore.

In ogni caso, è importante che l’impianto venga sempre utilizzato seguendo le indicazioni del libretto d’uso e manutenzione per garantire un utilizzo sempre in condizioni di sicurezza. Inoltre, tutte le operazioni di manutenzione che devono essere eseguite, sono elaborate ai sensi delle norme UNI-CEI e della legislazione italiana.

Per impianti termici con potenza nominale inferiore ai 35 kW i documenti da possedere obbligatoriamente e che vanno esibiti al manutentore, installatore e/o autorità competenti che effettuano accertamenti, sono:

     -Libretto d’uso e manutenzione;

     -Libretto d’istruzione d’uso e manutenzione (se presenti diversi apparecchi a composizione dell’impianto);

     -Libretto di impianto di climatizzazione;

     -Dichiarazione di conformità;

     -Rapporti tecnici di controllo e manutenzione (per le manutenzioni ordinarie e straordinarie effettuate).

Per impianti termici con potenza nominale superiore ai 35 kW bisogna possedere:

     -Libretto di centrale che è conforme dal Decreto 17 marzo 2003 n.60;

     -Libretto d’uso e manutenzione;

     -Libretto di istruzione d’uso e manutenzione per le diverse apparecchiature dell’impianto;

     -Autorizzazioni amministrative, come certificato di prevenzione incendi e libretto matricolare d’impianto;

     -Dichiarazione di conformità;

     -Rapporti tecnici di controllo e manutenzione.

Non si deve in nessun caso effettuare delle modifiche, riparazione o sostituzioni delle componenti. Questo tipo di operazioni possono essere effettuate solamente dal tecnico abilitato o da chi indicato dal fabbricante. L’occupante/proprietario può intervenire sui comandi di accensione e regolazione, ovvero:

     -interruttori accensione/spegnimento impianto;                                                                                                          

     -valvole di regolazione dei corpi scaldanti;                                                                                                                      

     -carico dell'impianto;                                                                                                                                                           

     -manopole e sistema elettronico per programmare la temperature e gli orari di accensione/spegnimento.

RICORDA di seguire sempre queste indicazioni per la gestione del tuo impianto termico, ovviamente possono esserci ulteriori accorgimenti in base al tipo di impianto che si utilizza, l’importante è che tutto il sistema sia sempre a norma.

Cosa fare per eliminare le bolle d'aria nel calorifero
Cosa fare per eliminare le bolle d'aria nel calorifero

Il calorifero non funziona come dovrebbe ? Per risolvere questo problema è possibile dover eseguire uno sfiatamento dell'apparecchio. Vediamo come far “sfiatare” il nostro calorifero.

Con l’operazione di sfiatamento di un calorifero s’intende semplicemente eliminare le bolle d’aria che si creano al suo interno. E’ consigliabile svolgere queste attività in genere all’inizio dell’inverno.

Quando sono presenti bolle d’aria all’interno del radiatore si riduce la capacità di riscaldamento dello stesso, poiché rimane freddo in quella sezione e allo stesso tempo la caldaia lavora maggiormente per fornire calore, consumando di più. Pertanto questa operazione oltre a favorire il corretto funzionamento del calorifero consente anche di risparmiare energia.

E’ consigliabile eseguire questo tipo di operazione una volta l’anno e la presenza di bolle la si può riconoscere dal momento in cui il radiatore si riscalda solo nella parte inferiore oppure si avverte un gorgoglio dell’acqua sempre al suo interno.

Procurarsi un recipiente e verificare se il radiatore sia aperto. Se non lo è occorre ruotare la manopola in senso antiorario. Adesso spegnere la caldaia dall’interruttore, aumentando la quantità di acqua che circola mediante la valvola a “farfalla”. Successivamente aprire la valvola di sfiato molto lentamente per far uscire l’aria. Porre il recipiente al di sotto della valvola di sfiato e cominciare ad allentarla. Pian piano ne usciranno gocce d’acqua ed aria. Se dovesse uscire un getto costante significherà che la bolla sta per essere eliminata. Mediante un manometro verificare che la pressione dell’acqua nel termosifone sia di un valore compreso tra 1 e 2. In caso negativo, aprire il rubinetto di carico dell’acqua della caldaia.

Accenderela caldaia e verificare che il calorifero si riscaldi in modo uniforme, qualora non dovesse riscaldarsi correttamente questa operazione andrà ripetuta fino all’esaurimento definitivo della bolla d’aria.

Se vuoi che il tuo calorifero funzioni al 100%, non trascurare mai questo aspetto. Ne va della salute del calorifero stesso!

Termoregolazione Chaffoteaux [Fonte: chaffoteaux.it]
Termoregolazione Chaffoteaux [Fonte: chaffoteaux.it]

Hai mai dimenticato di accendere il riscaldamento e di rientrare in una casa gelida? Ti piacerebbe regolarizzare la temperatura in pochi passi anche lontano da casa?

Con ChaffoLink, potrai evitare tutti questi imprevisti e avrai la tranquillità e la sicurezza di un impianto di riscaldamento sempre monitorato da te o dal tuo Centro Assistenza di fiducia che non ti farà più rischiare di rimanere al freddo. Inoltre potrai sincronizzare la temperatura di casa in base ai ritmi della tua vita evitando sprechi e garantendo la massima efficienza energetica della tua caldaia.

ChaffoLink è il sistema innovativo che ti permette di gestire e personalizzare le principali funzioni del tuo impianto di riscaldamento per adattarlo alle tue esigenze di comfort in modo immediato e intuitivo!

Questo sistema ti garantisce:

- Comfort

Con il controllo ottimale a distanza della tua caldaia potrai impostare facilmente e in tempo reale la temperatura che desideri e controllarne l’accensione e lo spegnimento.

- Risparmio

L’energia potrà essere usata in modo più efficiente grazie al monitoraggio dei consumi e alla programmazione semplificata della temperatura della caldaia, con un risparmio fino al 40%.

- Serenità

Grazie all’innovativo sistema di controllo da remoto, la app ti avvisa in caso di problemi di funzionamento del sistema. In più, anche il Centro Assistenza, sottoscrivendo un contratto di manutenzione, può monitorare il funzionamento della caldaia ogni giorno ed è a disposizione per risolvere eventuali problemi in tempo reale.

Il nostro Centro Assistenza, presta servizio da Monopoli (BA), coprendo un'area di circa 40 km attorno.

Scegli ChaffoLink, avere una caldaia sempre connessa ti permetterà di programmarne l'accensione e lo spegnimento e di gestire eventuali problemi anche lontano da casa. Se presente, potrai inoltre verificare le prestazioni energetiche del tuo impianto solare e di seguire i consigli che Chaffoteaux ti propone per il risparmio energetico.

Per ulteriori informazioni visita Chaffoteaux.it

 

 

 

Differenza tra presscontrol e vaso d'espansione
Differenza tra presscontrol e vaso d'espansione

Presscontrol e vaso di espansione sono due dispositivi che distribuiscono acqua sanitaria nelle abitazioni, ma hanno un funzionamento diverso. Vediamo quali sono le differenze.

Il presscontrol, è un apparecchio più moderno, mediante una scheda elettronica viene regolato il suo funzionamento. Esso è composto, oltre dalla parte elettronica, da una meccanica, composta da una molla di acciaio, pressostato, flussostato e una membrana di gomma.

Quando si abbassa la pressione nel sistema il dispositivo interviene mettendo in funzione la pompa per spingere l’acqua. Questo dispositivo va installato subito dopo la pompa e al suo ingresso la pressione dell’acqua deve essere sempre inferiore ai 10 bar.

Il vaso di espansione è un accumulatore, ed è un mezzo più conveniente a livello economico rispetto al press control.

E’ composto da due parti: una esterna metallica che funge da protezione ed una interna con materiale elastico che si espande sino ad un valore prefissato. Negli impianti di riscaldamento vengono utilizzati come autoclavi caricati ad una pressione di 1.5 bar.

Per quanto riguarda il funzionamento, una pompa spinge l’acqua nel vaso che viene contenuta in una camera d’aria ad una data pressione. A vaso pieno la pompa cessa la sua spinta. Quando l’impianto di casa richiede l’acqua, quest’ultima viene rilasciata dal vaso, che in caso di necessità richiederà nuova acqua dalla pompa. Per far si che l’impianto funzioni al meglio generalmente la camera d’aria è formata da azoto, un gas avente un’ottima capacità di dilatazione a diverse temperature.

La differenza di funzionamento tra i due sistemi consiste essenzialmente nel fatto che il presscontrol mantiene la pompa accesa anche ad una minima richiesta di acqua, il che causa un consumo maggiore rispetto all’autoclave per il quale l’acqua che viene spinta dalla pompa, se non richiesta dall’impianto, viene contenuta nel vaso.

Bisogna però considerare che il vaso d'espansione richiede una manutenzione ordinaria da eseguire necessariamente, altrimenti ne verrebbe a meno il corretto funzionamento di tutto il sistema.

E’ sempre opportuno valutare quale sia la soluzione migliore alle proprio esigenze, entrambi i dispositivi svolgono lo stesso compito, agendo essenzialmente in due modi differenti, sta a te scegliere se utilizzare un sistema più economico in termini di consumi, ma allo stesso tempo richiedente una maggior cura e spazio affinchè funzioni nel tempo, oppure un sistema per il quale, seppur a consumi maggiori, non necessita di ordinarie manutenzioni e non crea situazioni di ingrombro.

 

Cosa considerare prima di acquistare un condizionatore
Cosa considerare prima di acquistare un condizionatore

Devi acquistare un condizionatore e non sai cosa dover valutare prima?

Prima di acquistare un condizionatore è importante tener presente alcuni aspetti :

-E’ consigliabile dare uno sguardo all’etichetta energetica. Vedi etichetta energetica sul nostro blog.

 E’ importante tener conto della classe energetica del condizionatore. Una classe più alta ( A+++) garantisce un minor consumo dell’apparecchio e , anche se ha un costo maggiore, nel lungo periodo si otterrà un buon risparmio.

-Tener conto della potenza dell’apparecchio, quindi della sua capacità di raffreddamento ( espressa in BTU/h o kW).

-Verificare le varie certificazioni. Un maggior numero di certificazioni, indica si un maggior prezzo, ma anche un maggior risparmio e una miglior efficienza di tutto l’impianto.

-I fluidi refrigeranti devono essere R134, R407C o R410A, poiché conformi alla legge.

-Vedere qual è il tipo di tecnologia utilizzata dal dispositivo, inverter o on-off. Se inverter sarà possibile avere un maggior risparmio nei consumi poiché questo sistema permette al condizionatore di utilizzare solo la potenza necessaria per raggiungere la temperatura impostata.

-Valutare anche la rumorosità del climatizzatore. Questo può dipendere anche dalla sua portabilità. In genere il climatizzatore portatile tende ad essere più rumoroso di quello fisso.

Prima di acquistare un condizionatore non sottovalutare questi aspetti, conoscere a fondo un apparecchio ti permetterà di valutare la miglior soluzione per avere il massimo confort per il tuo ambiente domestico.

Differenza fra impianti in tubazione rame, multistrato ed acorn
Differenza fra impianti in tubazione rame, multistrato ed acorn

Per realizzare un impianto idraulico generalmente ci si trova a dover scegliere tra l’utilizzo di tubazioni in rame, multistrato o polietilene.

Il rame è un materiale resistente agli urti, è adatto a differenti tipi di tubature e può essere piegato con facilità. Oltre ad avere un’ottima longevità , possiede un’ottima capacità di saldabilità. Ciò significa che è un materiale che non si rovina nel corso degli anni ed è facilmente riparabile.

Le tubazioni in polietilene invece, son state sostituite dalle più recenti tubazioni in multistrato. Il multistrato è formato sempre dal polietilene, ma, tramite un processo chimico diviene più robusto nella sua struttura e ha una maggior resistenza al calore. Possiede anche uno strato di alluminio che agevola la curvatura del tubo, realizzabile a mano.

E’ più semplice curvare un multistrato rispetto al rame perché per quest’ultimo bisogna utilizzare la curvatubi.

Questo tipo di sistema oltre ad avere una buona resistenza alla pressione e temperatura di esercizio, è resistente alla corrosione ed è impermeabile all’ossigeno. Grazie alla leggerezza del materiale è inoltre abbastanza semplice la realizzazione di un impianto di questo tipo.  

In quanto a caratteristiche fisiche e meccaniche possiamo affermare che nel complesso un sistema in rame è decisamente migliore rispetto al sistema in multistrato.

Anche da un punto di vista della salvaguardia della salute è più sicuro poiché non è affatto tossico, non assorbe sostanze nocive, previene la formazione di batteri e non si deteriora, quindi molto difficilmente una tubazione in rame trasporterà qualcosa a noi “sgradevole”

Anche per gli impianti di riscaldamento è preferibile il rame poiché, il multistrato, ad elevate temperature potrebbe dilatarsi con conseguente perdite nelle zone di raccordo. Il multistrato infatti, è più indicato per sistemi di riscaldamento a bassa temperatura.

Per la salvaguardia ambientale il rame è un materiale riciclabile al 100%.

Ovviamente, la realizzazione di un impianto in rame è decisamente più costosa rispetto a quella di un impianto multistrato.

Vi è un altro sistema di tubazione che viene utilizzato per impianti termo-sanitari. Il sistema di tubazioni ACORN, realizzate per la maggior parte in polibutilene, agevola l’installatore poichè la realizzazione di un impianto è molto più rapida degli altri sistemi. La velocità di questo sistema è dovuta al facile collegamento tra le componenti grazie ad un innesto a spina.

Per realizzare questo collegamento basta tagliare il tubo, inserire il manicotto di sostegno, spingere il tubo nel raccordo e ruotarlo fino a che, tramite una battuta dentellata, si avvertirà il corretto collegamento. L’efficienza della giunzione è data dal O-Ring che aderisce sul tubo senza problemi

Questo tipo di tubo oltre ad essere leggero, ha anche un’ottima capacità di curvatura.

Il sistema ACORN nel complesso è più rapido nella realizzazione e allo stesso tempo garantisce un minor numero di collegamenti, un facile trasporto grazie al minor peso, resistenza agli urti e al gelo, nessuna corrosione e nessun deposito di calcare. La realizzazione di questo tipo di sistema richiede dei costi minori rispetto ad un sistema in rame.

E' importante essere informati su tutto ciò poichè quando si deve realizzare un sistema di tubazioni è sempre opportuno valutare quale sia la miglior soluzione in base al lavoro che si deve svolgere. In generale, un sistema in rame è migliore dal punto di vista delle caratteristiche tecniche-meccaniche e sicurezza, però in quanto a costi e tempistiche di realizzazione si può optare per le soluzioni in acorn o multistrato.

Come riconoscere un pellet di qualità
Come riconoscere un pellet di qualità

Se vuoi che il tuo impianto a pellet funzioni in maniera corretta, controlla in primis proprio la qualità del pellet che stai utilizzando.

La tipologia di pellet certificata è controllata secondo le norme europee (vedere ISO 17225-2). La certificazione è data dal marchio ENplus che garantisce l’alta qualità del pellet e viene data ai produttori e distributori autorizzati.

Il sacco del pellet deve aver riportato il marchio ENplus con il codice dell’azienda certificata, la scritta “pellet di legno” con la classe A1 o A2 (A1 indica una qualità più pregiata), il peso, le scritte “conservare in luogo asciutto” ,"usare in impianti di combustione appropriati e approvati in accordo con le indicazione del costruttore e la normativa vigente” e “nome del produttore o del distributore”.

La scheda tecnica del pellet deve contenere informazione circa:

- diametro (mm);

- lunghezza (mm);

- contenuto ceneri (un minor consumo di cenere garantisce un miglior combustione);

- contenuto idrico;

- durabilità meccanica;

- densità sterica (Kg/mᶟ);

- potere calorifico (kWh/Kg) (questo presenta un valore più alto dello standard qualora il contenuto idrico fosse nullo e deve avere un valore ideale compreso tra 4,7 e 5,3);

Bisogna sapere che:

- il colore del pellet non indica la sua qualità;                                                                                                                        

- il colore della cenere può cambiare a seconda della tipologia di pellet;                                                                                                                  

- un pellet certificato deve avere giusto una minima quantità di polveri nel sacco;                                                          

- la posizione geografica da cui proviene non garantisce la qualità del pellet;

Altri fattori da osservare circa la qualità di questo combustibile ecologico riguardano la sua forma che deve essere cilindrica e non superiore ai 30 cm e la superficie, liscia e lucida. 

Ricorda, una stufa di qualità richiede sempre un pellet di qualità. Controlla sempre il tuo pellet!

Informazioni relative a www.enama.it

 

Cosa fare prima di utilizzare il nebulizzatore
Cosa fare prima di utilizzare il nebulizzatore

Sta per cominciare la stagione estiva e vuoi rispolverare il tuo nebulizzatore per raffrescare l’ambiente esterno?

Prima dell’inizio della stagione estiva è consigliabile effettuare una verifica a tutto l’impianto di nebulizzazione.

Controllare la pompa nebulizzatrice, le tubazioni e gli ugelli nebulizzatori.

In particolare per la pompa, controllare il livello e la colorazione dell’olio e, se non è stato cambiato di recente, sostituirlo con del nuovo. Se la colorazione dovesse essere diversa da quella iniziale, significa che bisogna cambiarlo. Una colorazione sul nero indica che la pompa ha lavorato parecchio tempo.

E’ importante il controllo dei filtri. Dei filtri sporchi non permetterebbero il giusto apporto di acqua per il sistema di nebulizzazione.

Pulire per bene la pompa e il corpo nebulizzatore onde evitare il surriscaldamento della pompa stessa. Inoltre, se una volta accesa la pompa essa non è in grado di dare pressione, significa che bisogna pulire le valvole di mandata.

Per quanto riguarda i controlli delle tubazioni del sistema, per evitare di nebulizzare acqua sporca e nociva è consigliabile:

Svitare l’ultimo ugello nebulizzante ed accendere la pompa facendo fluire acqua pulita, successivamente immettere un disinfettante (non acido). Trascorso il tempo necessario per far agire il prodotto, sciacquare la zona e rimontare l’ugello.

Infine, se la pompa accusa problemi di gocciolamento, o la nebulizzazione non avviene, significa che bisogna effettuare un controllo sugli ugelli. Quindi svitare l’ugello nebulizzatore smontandolo dalla testina antigoccia. Pulire la sede della valvola antigoccia con prodotti non dannosi per il materiale dell’ugello. Disincrostare la testina in una soluzione acida e successivamente, soffiare con aria compressa. Terminato il tutto risciacquare e rimontare l’ugello nella sua sede.

Adesso il tuo nebulizzatore sarà pronto per l’utilizzo, in attesa dell’arrivo della calda stagione.